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La mantella rossa

Andalusia, 1494.
Clara Fonseca è una fanciulla con la passione per la medicina, trasmessale dal padre, nata cristiana da una famiglia di conversos; Diego de Mesa, è un valoroso hidalgo, appartenente ad una famiglia di cristianos viejos, contrario alla schiavitù e ai pregiudizi che impregnano la società nella quale è cresciuto. I due giovani si innamorano perdutamente, ma i matrimoni misti non sono ben visti nella Spagna cristiana dei Re Cattolici, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. Le loro famiglie non accettano questo amore e Diego decide di prendere parte alla guerra per la conquista di Tenerife, per crearsi una posizione che gli permetta di sposare la sua Clara, nonostante il divieto imposto. Ma l’ombra dell’Inquisizione calerà anche sulla famiglia Fonseca e allora tutte le certezze crolleranno; Roma e Tenerife divideranno i due innamorati.
Riuscirà l’amore a superare ostacoli insormontabili come l’Inquisizione, la persecuzione e la distanza?
Questa è la trama de “La mantella rossa”, scritto a quattro mani da Domitilla Calamai e Marco Calamai de Mesa ed edito da La Lepre Edizioni.
La storia di Clara e Diego si svolge sullo sfondo di una Spagna fermamente cattolica e intollerante verso le altre religioni ed, in particolare, degli ebrei, in un clima di grande ostilità nei loro confronti. I Re Cattolici, infatti, alla fine del XV secolo attuarono una repressione verso mori ed ebrei, cacciandoli dalla Spagna, allo scopo di uniformare il loro regno dal punto di vista religioso. Ad essi fu concessa la possibilità di scegliere tra l’esilio e la conversione, ma tale opzione fu soltanto una mera illusione. Coloro che sceglievano di rinnegare la propria religione per abbracciare il cristianesimo, chiamati conversos, venivano infatti additati e subivano la cattiveria del pregiudizio da parte dei cristiani puri, i cristianos viejos, contraddistinti appunto dalla limpieza de sangre. Soprattutto quando, a dare un’accelerata all’unificazione religiosa, arrivò l’implacabile Inquisizione di Tomàs de Torquemada, che ne fece il bersaglio principale della sua attività, inventando accuse ed estorcendo confessioni attraverso la tortura, praticando la politica del sospetto.
Il grande pregio di questo romanzo sta proprio nel puntuale racconto del terribile scenario della persecuzione degli ebrei e di altri argomenti molto interessanti: la conquista di Tenerife con il consequenziale tragico eccidio dei nativi e la sottomissione dei superstiti ; l’affascinante descrizione della figura dell’hidalgo, titolo nobiliare attribuito ai secondogeniti, ai quali non spettava nulla in eredità dalla famiglia e che, per tale motivo diventavano consquistadores, proprio come accade al protagonista; la drammatica realtà della schiavitù dei neri importati dalle colonie africane. Inoltre, è molto suggestivo anche il crudo dipinto della Roma di papa Alessandro VI.
La narrazione è fluida e permette al lettore di addentrarsi con piacere e scorrevolezza nel racconto.
La competente descrizione degli avvenimenti storici è un’altra nota di merito per gli autori. Inoltre, il contesto storico e l’ambientazione sono ben delineati, così come è chiara ed efficace la caratterizzazione dei personaggi.
La mantella rossa” è un romanzo istruttivo e coinvolgente che racconta uno spaccato del Rinascimento, in cui la storia  dei protagonisti si fonde sapientemente con lo sfondo storico nel quale è collocata. Gli autori sono, infatti, abili nel tratteggiare tutte le caratteristiche di quell’epoca di grandi cambiamenti e nel far emergere le emozioni contrastanti che hanno caratterizzato ogni personaggio del racconto. In particolare, rendono chiari i pregiudizi che permeavano la società e il disprezzo del quale erano oggetto gli ebrei, così come lo stato di smarrimento e rabbia che colpiva quest’ultimi.
È una lettura molto piacevole e affascinante, che accompagna il lettore in mondi lontani attraversati da un periodo difficile e caratterizzati da piaghe che, purtroppo, si sono protratte a lungo nei secoli.

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