Romanzo storico

Paolo e Francesca

“Nella stanza di Paolo il mondo non esisteva: c’erano solo Paolo e Francesca, un uomo e una donna, due cuori che battevano con lo stesso ritmo e la stessa identica intensità.”

Quella raccontata da Manuela Raffa in “Francesca”, edito da Piemme, è una storia ricca d’amore, passione e tragedia.
La vita di una donna, Francesca da Polenta, colei che Dante, nel V canto dell’Inferno, ha relegato nel girone dei lussuriosi, insieme al suo grande amore Paolo Malatesta.
Nella Ravenna del 1275, Francesca, figlia di Guido da Polenta, è una fanciulla bella, intelligente, arguta e colta; una donna con la mente di un uomo, tanto da vantare un legame speciale con il padre, fatto assai raro all’epoca.
Gli intrighi politici, conducono Guido a darla in sposa a Giovanni Malatesta, figlio del Signore di Rimini, in cambio dell’appoggio militare nell’eterna guerra tra guelfi e ghibellini.
Nonostante l’amarezza e la tristezza per quell’unione di convenienza, Francesca accetta di buon grado e sposa per procura Giovanni, uomo rude e dall’aspetto poco gradevole.
Il giorno della stipulazione del contratto, però, incontra l’uomo mandato dal futuro marito per adempiere al dovere e nel suo cuore nasce l’amore: davanti a lei c’è Paolo Malatesta, fratello di Giovanni. 
Paolo, bello, coraggioso, affascinante e cavaliere, il ritratto perfetto dei protagonisti dei libri che Francesca tanto ama.
Nel momento in cui i loro occhi si incontrano per la prima volta, qualcosa in loro cambia per sempre; la fiammella di quello che diventerà un fuoco insaziabile si accende e cambia le loro vite.
Nasce, così, un amore clandestino, peccaminoso che Paolo e Francesca combatteranno con ogni briciolo di forza, nella consapevolezza dell’impossibilità di un sentimento tra loro.
Mille motivi inducono i due innamorati a respingere ciò che provano, primo fra tutti l’accecante gelosia di Giovanni.
Ma fino a quando si può resistere all’amore?
Manuela Raffa ci regala un romanzo delicato e forte, denso di emozioni che riescono a giungere intatte e inalterate, una ad una, al cuore del lettore. Si può, così,  percepire la gelosia e la collera di Giovanni, la nascita dell’amore tra Paolo e Francesca, i dubbi e le titubanze di entrambi. Un amore bramato, respinto, desiderato e negato.
L’autrice riesce ad aprire il cuore di una donna forte e fragile allo stesso tempo, permettendo al lettore di leggervi all’interno ogni sfumatura di sentimento.
Inoltre, attraverso la vicenda di Francesca, l’autrice ci dona uno spaccato sulla condizione delle donna nel Medioevo. Pur trattandosi di una famiglia ricca, anzi forse proprio per tale motivo, il destino della protagonista è, irrimediabilmente, segnato dalla condizione di essere femminile: una vita rinchiusa in una casa, sottoposta al volere di padre prima e marito poi, con l’unica alternativa del convento. Nessuna libertà, nessun diritto oltre al dovere di moglie e madre; la posizione agiata, infatti, non garantiva null’altro se non la possibilità di essere signora di un castello, una prigione dorata. Non donava alcuna libertà alle donne, utili solo a stringere alleanze e dare figli; trattate come oggetti da possedere e comandare, che inducevano al peccato  e covavano il male del mondo.
Francesca da Polenta diventa così eroina nella sua quotidianità, straordinaria nella sua normalità; libera, ma consapevole della sua posizione di donna, sottomessa ma fiera.
Tra le righe, infatti, si percepisce con forza lo strazio dell’animo femminile, costretto a sottomettersi e ad accettare di buon grado, struggersi per i tormenti e i peccati che comporta invece l’amore vero; amore che non era concesso.
Dall’altro lato della storia, all’inizio di ogni capitolo, ritroviamo  Giovanni, che dopo l’omicidio dei due amanti, ripercorre la propria vita con Francesca, analizzando i propri sentimenti e i propri errori, struggendosi per l’amore strappatogli. Egli, infatti, l’aveva amata, desiderata, bramata, come un fuoco ardente aveva bruciato per lei; e aveva amato il fratello minore come il più caro degli amici, nonostante le rivalità. Il lettore, quindi, non può non provare un moto di comprensione verso questo personaggio, tradito e umiliato da coloro che amava con tutto il cuore.
“Francesca” è  una storia d’amore straziante, raccontata dolcemente, senza tralasciare alcun aspetto.
Una vicenda tragica, ma ricca di vita, di una giovane donna che ha soltanto avuto l’ardire di seguire il proprio cuore, di una donna che ha avuto il coraggio di ascoltare e assecondare i propri sentimenti.
Perché l’amore è stato più forte della paura, più potente della morte.
Il racconto intenso ed emozionante di un amore viscerale, impetuoso e inarrestabile che, nella morte, ha trovato la fama eterna.

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